FLORA REATINA: il progetto di Citizen Science per la biodiversità della Provincia di Rieti

Il Progetto “Flora Reatina”, creato nell’ambito delle attività didattiche e di ricerca del Corso di Laurea in Scienze della Montagna e dell’Agricoltura e del Portale Appennino Scienza mira a raccogliere dati floristici del territorio della Provincia di Rieti indagando gli ecosistemi naturali.
Carta delle osservazioni
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Statistiche del Progetto
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Altre scoperte per la Flora Reatina
Salvia argentea L. ritrovata sul Monte Terminillo dopo oltre trent’anni
Il 4 luglio 2025, nei pressi del Centro Appenninico del Terminillo “Carlo Jucci” a Campoforogna, è stato osservato un esemplare di Salvia argentea L., una specie rara e particolarmente interessante per la flora del Lazio. La pianta, già in fruttificazione, cresceva a 1.688 metri di quota in una prateria arida situata nelle immediate vicinanze del Centro.
Salvia argentea è una pianta tipicamente mediterranea, diffusa nell’Europa meridionale e nell’Africa settentrionale, dal Marocco fino alla Turchia. In Italia è presente soprattutto nelle regioni meridionali e in Sicilia. La popolazione del Monte Terminillo assume quindi un notevole valore biogeografico: rappresenta infatti il limite più settentrionale della distribuzione italiana della specie lungo il versante tirrenico e si trova a un’altitudine insolitamente elevata rispetto agli ambienti in cui essa cresce abitualmente.
Le prime testimonianze della presenza di Salvia argentea L. sul Terminillo risalgono a campioni d’erbario raccolti da Anzalone nel luglio 1992. Successivamente, la specie è stata considerata rarissima e vulnerabile nel Lazio. Le ricerche condotte negli anni più recenti a Campoforogna, sia nei pressi del Centro “Carlo Jucci” sia nelle aree circostanti, non avevano però consentito di ritrovarla. Anche una seconda possibile stazione laziale, segnalata nel territorio di Settefrati, non è stata finora confermata.
Il rinvenimento del 2025, avvenuto a oltre trent’anni dalle ultime osservazioni certe sul campo, conferma dunque la presenza della specie sul massiccio del Terminillo. La scoperta di un solo individuo evidenzia tuttavia la sua estrema rarità e rende necessarie nuove ricerche, sia per individuare eventuali altri esemplari sia per valutarne lo stato di conservazione. Il ritrovamento sottolinea inoltre l’importanza delle attività di monitoraggio botanico per conoscere e proteggere la biodiversità vegetale dell’Appennino centrale.

